Menestrelli di Palazzo

 

 

"Di  un viaggio... di un sogno..."

composta da Lord Lovefeeling

 

Sdraiati nella notte, per coperta solo stelle
vegliammo il Vostro sonno, gentili damigelle
accanto ai Vostri carri, e a quei cavalli stanchi
pensieri galoppavano, sì tal destrieri bianchi

Guardavo il Vostro viso, gli occhi già socchiusi
struggenti ed infiniti quei sentimenti astrusi
volea la mano incerta, eppur d’amor ardita
toccar le Vostre membra, sfiorar le Vostre dita

Dovea restar segreto, segreto nel mio cuore
e non dovea sapere cos’era quel bruciore
che m’opprimeva il petto, che mi mancava d’aria
quel soffocar di pena, di brama immaginaria

Sognai le Vostre labbra, di rosa il lor colore
sognai i Vostri occhi, del viso lo splendore
e quando accarezzaste il capo con le mani
i seni sollevaste, per me parean vulcani

Sognai ad occhi aperti, respiro trattenuto
chè non dovea sapere cos’era in me avvenuto 
Voi dormivate ignara, intorno sol brusio
di fuoco appena acceso, sentivo il crepitio

All’alba un gran fragore, un urlo assordante
del drago risentimmo richiamo roboante
apriste gli occhi appena, e mi vedeste accanto
chiedeste se era l’ora, un minuto ancor soltanto

Sorrisi e Vi risposi, non Ve ne preoccupate
avete qui davanti chi il carro condurrà
dormite ancora Lady, non dateVene pena
sì ch’io possa ancora sognar di Voi serena

Voi non capiste bene, o forse anche troppo
“Sapete ho sognato pensier di voi al galoppo”
diceste sorridendo, e mi tremava il cuore
“non so perché son certa che siete pien d’amore”

A quelle sue parole, il viso divampò
che cosa feci mai per dirle del mio amor?
“Ma no milady mia, che dite sognavate”
e riattaccando il carro, mi venne in mente un vate

Un vate che predisse del viaggio e della dama 
del peso grave in petto, di chi sa già che ama 
ma che non osa dire, e che non osa dare
che servitù leale, ma in cuor di pene ha un mare

Notai che il Vostro sguardo era rivolto altrove, 
ad un biglietto strano spuntato da non so dove
che avessi scritto io in un moto di follia?
Oppur non ricordavo e soffrivo di amnesia?

Di certo quel biglietto parea scritto di pugno
in un momento strano, chissà forse dormivo
ma Voi vedeste bene, quel che vi era scritto
ed io abbassai il viso, invero quasi afflitto

Volete infin sapere che cosa si celava?

“Amami quando lo merito meno, perché
sarà quando ne ho più bisogno”

Milady, dissi, credete: in fondo…
non era che un sogno.