Menestrelli di Palazzo

 

 

"Menestrel solitario"

composta da Lord Lovefeeling

 

Questa è la storia di un menestrel solitario
stanco di vita e di solitudine
decise un bel dì il partir necessario
del cor per lenir sì triste inquietudine

Gli disser che là, lontano nel regno
viveva leggiadra una tal Principessa
e lui con la speme di esserne degno
Le si presentò con aria dimessa

Inchino Le fece appena La vide
sapea che l’età era ormai da marito
dicevan che mai la Sua bocca sorride
biondi i capelli, ma cuor di granito

“Vi ho dato occasione perché l’avete chiesta,
che cosa mi offrite per celebrar la festa?”
altera Lei chiese e in codesta maniera
dell’aere già cupa gelò l’atmosfera

“Vi offro del liuto le mie note più belle
brilleran in ciel come un manto di stelle
e ogn’ora del giorno a scaldar Vostro cuore
ci sarà sol per Voi il mio infinito amore”

Guardò il menestrello con aria sprezzante
battè poi le mani a far da richiamo
“aprite le porte e che il presente fante
posi suo guardo a ciò che io più amo!”

E fu così che egli, afflitto e dileggiato,
poté veder di Ella le pietre ed i gioielli
“è questo che io amo, e ciò va regalato
ad una principessa: solo potere e quelli!”

Deluso e amareggiato il triste cavaliere
girò il suo cavallo e si accinse a tornare
non si era offerto cibo e nulla almen da bere
per le sue membra stanche di tanto cavalcare
A notte ormai inoltrata, raggiunta la dimora,
accese per scaldarsi del caminetto il fuoco
si coricò lì accanto e dopo solo un’ora
un uomo apparve in sogno, inver ci volle poco
un viso conosciuto, e musica e sorriso
di quel che fu per lui il Grande suo Maestro
che gli ispirava l’arte e gli incitava l’estro
gli apparve così innanzi e senza alcun preavviso

Quasi che fosse un monito, o un incitamento
sentì tornare in mente la voce in sottofondo
aperse gli occhi dunque e in men che in un momento
il liuto pose in grembo ed intonò profondo

parole che oggidì gli riempiono le sere
da tanto sono belle, da quanto sono vere:

“Ama e ridi se Amor risponde
piangi forte se non ti sente
dai diamanti non nasce niente
dal letame nascon i fior 

dai diamanti non nasce niente
dal letame…nascon i fior”

Questa è la storia di un menestrel solitario
che in piazza o taverna del borgo antico,
canta per tutti il suo immaginario
liete le note del suo liuto amico

si ferman donne e fanciulle a sognare
che sian principesse che può mai importare
ad una sola un bel dì andrà il suo cantare
a quella che del suo amor avrà inteso il donare.