Menestrelli di Palazzo

 

 

"Amare"

composta da Lord Lovefeeling

 

Quando il sole lasciò alle spalle il mondo,
stanco smetteva il suo iter vagabondo,
e la sera si appropinquava e il lupo si preparava
ad uscir dalla sua tana per un’altra notte brava

udii con mio enorme stupore di un bimbo il lamentoso vagito.
Mi alzai, mi voltai, cercai fra i cespugli finchè sbigottito
un piccol cucciolo d’uomo trovai fra i rovi sperduto:
era bello, era sano, occhi vispi e viso paffuto.

Mi guardò interrogativo…che ci facevo lì in quel momento?
sembrava chiedersi e chiedermi…alzando verso di me il mento.
Lo sollevai, era leggero, ma la mamma dov’era?, non c’era nessuno,
da quanto tempo era possibile che avesse patito il digiuno?

Soltanto ritornando alla carovana e al carro udii il lamento
di una giovane dama: “avete visto il mio bimbo?” chiedeva
ad ogni passante che incontrava e fermava sul camminamento.
Era disperata e chiedeva a tutti, mentre nel petto il cuore cedeva.

Come me e tanti altri, si era messa in viaggio
perso avea il marito a tenzone col brigantaggio
Chè questo e non solo ognun di noi temeva
mentre alla ricerca del sogno la carovana procedeva.

Mi avvicinai col bimbo in braccio, sorrisi e porsi il tenero fagottino
“cielo, l’avete trovato!” mi disse correndo incontro, “l’avete trovato il mio pulcino!
Ero così affranta, non sapevo più che fare. L’ho lasciato che dormiva…”
E le parole si fermarono, lenta una lacrima le brillò sul viso viva

Anche questo ricorderemo, arrivati alla meta,
di quell’orribile grande gelo che divenne la moneta
con cui ripagati fummo di ardore e dedizione
di cui non io ma molti altri pervasero ogni loro azione

Un giorno narreremo, e ai figli racconteremo
quel che successe allora, in quel tempo sì tremendo
e questo sarà il ricordo che dentro porteremo
di una carestia, e di un silenzio tanto orrendo
Lasciate che sia noi, chè di questo siam testimoni
a narrar di quelle cose, noi che siamo menestrelli
e Voi Dame e Cavalieri abbassate i vostri toni 
e vivete il vostro sogno, a parlar ci pensan quelli

Vi diranno di macerie, e fuochi, e tanti amici dispersi;
vi diranno del dolore e di tanti sentimenti persi;
ma non sarà per blaterare di astio o di vendetta
né per imprecare, né per rodersi di disdetta

Sarà soltanto di un tempo che ormai fu il ricordare,
sarà soltanto perché chi verrà possa alfine imparare
che la felicità ognun di noi dentro di sé può trovare
se saprà far sì che il suo dare significhi sempre e semplicemente
Amare.