Midi   Menestrelli di Palazzo  MP3

 

 



"Dedicata al Conte Thorm"

composta da sir Lovefeeling

 

Il Conte tornava dalla guerra,
lo accoglie la sua terra cingendolo d’allor
la gente raccolta è sulla via
acclama già festosa il Conte vincitor

Contessa che a Lui or s’accompagna
radiosa Gli va incontro saluta il suo Signor
quand’ecco che proprio in riva al Canto
appare una pulzella ignuda in pieno sol

“Mai non fu vista cosa più bella
mai io non colsi siffatta pulzella”
disse il conte scendendo veloce di se..e…llaaa

“Deh Cavaliere non v’accostate
Voi siete il Conte la sete calmate
altre Vi sono che aspettan di esser brama…aaa…aate”

Contessa vista la mal parata, alquanto dispiaciuta

da sì cotanto ardor
chiamò a sé le guardie ed i gendarmi
“Prendete quel marrano, quel vile traditor!”

Viaggiava col Conte un menestrello

che delle gesta audaci dovea sol raccontar
quand’ecco che si sentì chiamare

Contessa pretendeva con lui il suo vendicar

Cavalieri essi erano valenti
da arditi combattenti presero a cavalcar
il Conte laggiù in riva al Canto
e il menestrello andava a identico pugnar

Nel mentre appar la Precettrice
n men che non si dice
baston brandisce già
e insegue con tutta quella folla
i due malcapitati costretti a scappar

“Mai io non vidi cotal simil cosa
Voi mi avevate pretesa già in sposa!”
Disse la lady inseguendo alquanto furio…o…saaa
Ben mi ricordo la Vostra promessa
niente mi avrebbe alterato od oppressa
e a nessun’altra avreste donato una ro..ooo…oosa

La folla alquanto sbigottita
ma invero divertita
rimase lì a guardar
i due cavalieri che correvan
ormai senza calzoni
reggendo i mutandon

Morale di tutta questa fiaba
io credo che chiunque l’abbia compresa già
se occhio non vede cuor non duole
ma quando il cuore sente
son solo gran dolor

Che siano un conte o un menestrello
a tutti qui appar chiaro
che l’uomo è un gran porcon

se basta dell’apparire un seno
rincorrere una lady......

reggendo i mutandon!!!



 


 

 


 

MP3: musica e voce registrata dall'autore del testo rivisitato; originale di "Carlo Martello..." di  F. De Andrè